Societa e bilanci

LE PAROLE DEL NON PROFIT/Doppia condizione per la detrazione sugli investimenti nell’impresa sociale

di Gabriele Sepio

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Il Dlgs 112/2017 introduce incentivi specifici per chi investe nel capitale dell’impresa sociale finora non previsti. Si tratta di una misura espressamente richiesta dalla legge delega per la riforma del terzo settore (legge 106/2016) al fine di evitare una penalizzazione delle imprese sociali rispetto alle società profit.

Sulla scorta di quanto già efficacemente sperimentato per le start up innovative (Dl 179/2012) e per le Pmi innovative (Dl 3/2015) l’articolo 18 del decreto sull’impresa sociale consente alle persone fisiche di detrarre dall’Irpef un importo pari al 30% della somma investita nel capitale sociale dell’impresa purché questa abbia acquisito la qualifica di impresa sociale dopo l’entrata in vigore del Dlgs 112 e sia stata costituita da non più di trentasei mesi dalla medesima data. L’investimento massimo non potrà superare 1 milione di euro, potrà essere portato in detrazione anche nei periodi d’imposta successivi ma non oltre il terzo ed è legato ad un periodo minimo di durata, in coerenza con quanto già previsto per le start up innovative per le quali il vincolo temporale è stato espressamente richiesto dalla Commissione europea in sede di autorizzazione della misura. In caso di cessione dell’investimento prima dei tre anni il contribuente sarà tenuto alla restituzione dell’importo detratto con relativi interessi.

La stessa misura, prevista per start up a vocazione sociale o in ambito energetico e Pmi, ha portato nel 2016 ad investimenti da parte di persone fisiche per circa 6 milioni di euro. Questo fa ben sperare sulla capacità dell’incentivo di attrarre capitali provenienti da privati e imprese. Queste ultime, in particolare, sempre in base al nuovo Dlgs 112/2017, potranno contare su deduzioni pari al 30% dell’investimento fino ad un massimo di 1,8 milioni di euro per ogni periodo d’imposta.

Le agevolazioni spettano anche a chi investe nelle imprese sociali costitute in forma di fondazione, mentre restano escluse quelle in forma associativa la cui base personale potrà piu agevolmente consentirne una trasformazione in società per accedere al capitale di rischio.

Sempre nell’ottica di incentivare lo sviluppo dell’impresa sociale il nuovo Codice del terzo settore ha introdotto specifici incentivi volti a favorire le donazioni verso questo tipo di imprese costitute sotto forma di cooperative sociali, fondazioni e associazioni, fatta eccezione per quelle che assumono veste societaria. In caso di erogazione in denaro o in natura da parte di persone fisiche spetta una detrazione pari al 30% fino ad un massimo di 30mila euro. In alternativa sarà possibile optare per una deduzione dell’importo donato nei limiti del 10% del reddito dichiarato. Quest’ultima agevolazione spetta anche alle erogazioni liberali effettuate da soggetti Ires.


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