Dichiarazioni e adempimenti

Proroga dei versamenti, verifica sugli effetti

di Roberto Bellini, direttore generale AssoSoftware

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Che si tratti di un anno straordinariamente impegnativo dal punto di vista degli adempimenti fiscali, non vi è alcun dubbio. Oltre a quelli già noti e che via via in questi ultimi anni si sono andati ad aggiungere a quelli dichiarativi, quest’anno è stato caratterizzato dall’introduzione di ulteriori due nuovi adempimenti di non poco conto: ci riferiamo all’invio trimestrale del modello «Comunicazione liquidazioni periodiche Iva» e all’invio semestrale dei «Dati fatture» (per quest’ultimo il termine al momento è fissato al 18 settembre).

Sempre quest’anno, inoltre, abbiamo avuto la “taratura” di alcune scadenze; tra queste le più rilevanti sono l’anticipo al 28 febbraio della dichiarazione annuale Iva e a seguire lo spostamento al 30 giugno dei versamenti dei modelli Redditi, senza maggiorazione, e al 31 luglio, con maggiorazione dello 0,40 per cento.

Una giungla di scadenze che se da una parte ha richiesto agli addetti ai lavori un’organizzazione delle attività davvero accurata, dall’altra non giustifica l’introduzione delle ulteriori proroghe che si stanno concretizzando in questi giorni. Proroghe che stanno mettendo in difficoltà da una parte i professionisti (anche più accorti) che avevano calendarizzato in modo corretto le proprie attività, e dall’altra le società di software che a ogni proroga si trovano costrette ad aggiornare immediatamente le procedure (quando ciò è possibile!).

Vorremmo essere più chiari: non siamo per partito preso contrari alle proroghe, siamo i primi a sostenerle quando oggettivamente non ci sono le condizioni operative per svolgere in tempo le attività necessarie all’espletamento di un adempimento.
Per esempio le condizioni di incertezza con cui abbiamo dovuto affrontare l’invio della «Comunicazione liquidazioni periodiche Iva» avrebbero dovuto portare a una proroga ben più consistente di quella che è stata concessa, considerate le numerose difficoltà riscontrate fino al termine di scadenza. Alcune di esse non sono ancora risolte. come il problema degli accreditamenti di alcuni studi professionali associati, per i quali l’errore «0600» di mancato riconoscimento continua ancora oggi a sussistere e non sarà risolto neppure per la seconda scadenza del 18 settembre.

Così come meriterebbe una riflessione sulla proroga anche l’invio dei «Dati fatture» per il quale sia il canale trasmissivo sia le procedure sono stati abilitati da pochi giorni e, considerata la mole dei dati e delle casistiche soggette a controllo, i veri problemi si riscontreranno al rientro dalle ferie quando cominceranno gli invii massivi per la totalità dei contribuenti.

In questo caso le proroghe sono più che giustificate, in quanto siamo in presenza di problemi reali, non di problemi di scarsa organizzazione!
A nostro avviso invece la proroga dei modelli Redditi, non aveva nessuna ragion d’essere, visto che le procedure erano state predisposte e rese disponibili nei tempi corretti, tanto più quest’anno in cui si poteva già beneficiare di un termine più lungo dei versamenti.

Certamente ci sono sempre casi e situazioni particolari a cui una proroga può far comodo, ma non al punto da giustificare un differimento generalizzato, anche in considerazione dei bassi costi che si sostengono per versamenti con ravvedimento oltre i termini. E sono costi che comunque paga solo chi è in ritardo: oramai da anni molti professionisti predispongono per i clienti ritardatari la dichiarazione e le relative deleghe F24 anche oltre i termini, utilizzando gli strumenti che la legislazione fiscale legittimamente concede loro, addebitando i maggiori costi ai soli clienti negligenti.
Invece così facendo i costi di pochi ritardatari li paghiamo tutti: li pagano i contribuenti che hanno già versato e che si sentono così presi in giro per essere stati precisi e puntuali, li pagano gli studi che devono ristampare le deleghe F24 (per alcuni clienti, ma non per tutti), li paghiamo noi che dobbiamo aggiornare i software, in definitiva li paga la collettività intera.

Peraltro se a qualcuno è capitato di frequentare in quest’ultimo mese (prima del 20 luglio) uno qualsiasi dei forum dei commercialisti, avrà visto che in risposta a chi ha provato a chiedere informazioni su eventuali proroghe, si è sempre sollevato un coro di “no” di tutti coloro (la maggioranza) che stringendo i denti hanno cercato di chiudere davvero tutte le attività per luglio, nel tentativo di poter fare qualche giorno di vacanza con la propria famiglia. E invece no, tutti bloccati in Studio fino ad almeno ferragosto, visto che c’è sempre qualche cliente che alla fine non vuole rinunciare anche ad un solo giorno, ritardando i versamenti fino all’ultimo.

Altro tema che mi sento di sollevare riguarda l’aspetto applicativo della proroga. È evidente che le software house non possono (e aggiungo non devono) in alcun modo influenzare l’attività legislativa che rimane prerogativa del Governo e del Parlamento, tuttavia sarebbe auspicabile che nella fase consultiva ci si chiedesse (anche con il nostro coinvolgimento) se una norma siffatta sarebbe applicabile con gli strumenti informatici e in che tempi. Il Dpcm che ha concesso la proroga inizialmente sembrava riguardare solo Irpef e Ires, ma non l’Irap e l’Iva. Ma poi no, contrordine, riguarda tutte le imposte! Ebbene, è opportuno sapere che quasi tutte le software house sono in grado di adeguare le procedure in tempi brevi se si sposta una scadenza tout court. Ma se si fa uno spezzatino di tributi, contributi e diritti, prorogati e non prorogati, tra compensazioni interne, maggiorazioni, rateazioni con calcolo di interessi per mese, sarebbero ben poche le software house in grado di adeguare le procedure in tempo utile, nonostante tutti gli sforzi e la buona volontà. Bene quindi essere tornati sui propri passi includendo tutti i tributi, peccato che nel frattempo si sono persi giorni preziosi nel cercare di trovare una soluzione informatica alternativa.

Come AssoSoftware ribadiamo la nostra contrarietà a proroghe inutili, siamo invece a favore di proroghe indispensabili in tutti quei casi in cui non ci sono davvero le condizioni tecniche per arrivare al successo di un adempimento, proroghe che spesso gli addetti ai lavori faticano ad ottenere. In ogni caso sarebbe sempre preferibile anticipare gli eventi e predisporre norme e provvedimenti con termini e scadenze compatibili con le esigenze degli addetti ai lavori, software house comprese. Su questo siamo disponibili a un confronto con tutti i soggetti istituzionali per favorire decisioni consapevoli e sostenibili anche tecnicamente.

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