Dichiarazioni e adempimenti

Lo spesometro «dribbla» i dati mancanti del fornitore estero

di Fabio Giordano, comitato tecnico AssoSoftware

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FContenuto esclusivo QdF

Sono ormai pochi i giorni - salvo proroghe dovute a problemi tecnici dell’ultimo momento che dovessero coinvolgere il Sistema di interscambio e che la maggior parte dei professionisti e degli addetti ai lavori non sembra augurarsi - che ci separano dal termine del 6/4/2018 per l’invio dei Dati Fatture relativo al secondo semestre 2017.

Le semplificazioni nelle regole di predisposizione dei flussi XML sembra che stiano dando i frutti sperati, visto che i “Customer Support” delle software house - a differenza di quanto accaduto in occasione dell’invio dei dati relativi al primo semestre 2017 -, pur essendo impegnati a tempo pieno nell’assistere i propri clienti, riescono a evadere le richieste di supporto in tempi relativamente rapidi.
Non sono mancati anche questa volta alcuni disservizi di tipo tecnico in fase di accesso al portale web «Fatture e Corrispettivi» che però non hanno interessato la trasmissione diretta tramite web services effettuata dagli applicativi gestionali; tuttavia rispetto al primo semestre 2017 la situazione è diventata perlomeno gestibile e i problemi del SdI hanno assunto un’entità che si può definire “fisiologica”.

A livello operativo non sono venute meno le richieste di chiarimenti anche normativi, con alcune domande talvolta interessanti. Tra quelle più frequenti e gettonate vi è sicuramente quella relativa al trattamento delle cosiddette “fatture dimenticate” e le “fatture tardive”, ovvero quelle che la Circolare 1/E/2018 descrive come fatture passive emesse dal fornitore nel corso del 2017, ma che sono state registrate dal cliente nel corso del 2018. Per queste fatture la detrazione può avvenire nella dichiarazione Annuale Iva 2018 (competenza Iva 2017) se pervenute nel 2017 (“fatture dimenticate”) oppure può avvenire in una liquidazione Iva del 2018 (quella nella quale sono state registrate) se pervenute nel 2018 (“fatture tardive”).
La risposta - in entrambi i casi - non può che essere la medesima in quanto, trattandosi di fatture passive, occorre far riferimento alla data di registrazione sul registro Iva degli acquisti. Poiché la registrazione viene effettuata in entrambi i casi nell’esercizio Iva 2018, l’invio di tali fatture dovrà essere effettuato in concomitanza con l’invio Dati Fatture del 2018, con riferimento al semestre (o al trimestre) in cui è stata effettuata la registrazione.

Rimanendo ancora per un attimo nell’ambito dell’esercizio 2017, un punto di attenzione riguarda coloro che erano obbligati alla compilazione della comunicazione delle operazioni del turismo fatte in deroga al limite di utilizzo dei contanti, prevista dall’articolo 3, comma 2-bis, del Dl 16/2012, che fino allo scorso anno (2016) era assolta tramite la compilazione del quadro TU del Modello Polivalente.
Occorre infatti prestare attenzione al fatto che l’obbligo di effettuare tale comunicazione non risulta tra gli adempimenti soppressi dal Dl 193/2016, per cui l’adempimento è ancora in vigore e va espletato anche per il 2017.
Sul punto AssoSoftware ha avuto assicurazione che verranno fornite a breve indicazioni specifiche da parte dell’AdE. Possiamo comunque anticipare che l’adempimento potrà essere espletato utilizzando il vecchio Modello Polivalente, provvedendo alla compilazione del solo quadro TU.

Ritornando all’invio Dati Fatture, ricordiamo le semplificazioni più significative che sono state introdotte a partire dal secondo semestre 2017.

1)È stata resa facoltativa la compilazione dei dati anagrafici di dettaglio delle controparti già identificate in Anagrafe Tributaria. In pratica ciò significa che, per i soggetti passivi titolari di Partita Iva italiana e per i soggetti identificati con codice fiscale italiano, possono non essere trasmessi i dati anagrafici (nome, cognome o denominazione) e i dati della sede (Indirizzo, Cap, Comune, ecc…), che invece sarebbe opportuno che fossero trasmessi per gli altri soggetti, ad esempio per i clienti o fornitori esteri oppure per i clienti privati dei quali non si conosce il codice fiscale. Tuttavia va osservato che i Controlli Sogei (ora finalmente disponibili) non effettuano tale verifica di obbligatorietà. Infatti, in tutti i casi - è possibile compilare in modo libero i diversi campi, senza che ciò crei i problemi di validazione dello schema XML riscontrati in precedenza.

2)È stata prevista la possibilità di trasmettere i documenti riepilogativi delle fatture di importo inferiore a 300 euro (ai sensi dell’articolo 6, commi 1 e 6, del Dpr 695/1996), in luogo delle fatture in essi riepilogate, grazie all’introduzione del nuovo Tipo Documento TD12.

3)Sono state estese anche al 2018 alcune delle semplificazioni già previste per il 2017 dalla risoluzione 87/E/2017, quali ad esempio la possibilità di indicare nel campo “IdPaese” la stringa “OO” e nel campo “IdCodice” una sequenza di undici “9” nel caso in cui non siano presenti nella bolletta doganale i dati del fornitore estero.

L’invio Dati Fatture ci accompagnerà nell’attuale veste ancora per tutto il 2018, fino all’avvio definitivo della fatturazione elettronica obbligatoria. Dal 2019, infatti, l’invio Dati Fatture sarà ridimensionato e riguarderà esclusivamente le fatture da e verso l’estero, ossia quelle in cui una delle controparti non sia titolare di Partita Iva italiana o di codice fiscale italiano e quindi non sia identificata in Anagrafe Tributaria.

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