Accertamento e contenzioso

La prova della buona fede «salva» dai fornitori fraudolenti

di Antonio Iorio

Nel caso di fatture soggettivamente inesistenti l’Iva può essere detratta dall’acquirente dei beni, se prova la propria buona fede nei rapporto con il fornitore, e, in tale contesto, costituisce un importante elemento a favore della sua assoluzione in sede penale perché il fatto non sussiste. Ad affermarlo è la Corte di cassazione con la sentenza n.21966 depositata ieri. L’Agenzia delle entrate recuperava l’Iva detratta da una società a seguito di fatture ritenute soggettivamente inesistenti. Più precisamente, era contestato che ...


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