Imposte indirette

Credito al consumo denominato in valuta estera

di Fabio Carrirolo

Il contratto «future» prevede l’obbligazione delle parti rispettivamente a vendere e ad acquistare un «sottostante» ad un prezzo predeterminato, con regolazione a scadenza, di norma, solo per differenziale di valore, senza la consegna fisica del sottostante. Rispetto a questo schema contrattuale, la Corte di Giustizia Ue – con la Sentenza del 3.12.2015, in esito alla causa C-312/14 – ha fornito precisazioni affermando che non vi rientra il credito al consumo erogato da una banca, denominato in valuta estera. ...


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