Imposte indirette

L’avvocato non detrae l’Iva dei pranzi e deduce i costi nel limite dell’1% dei compensi

di Nicola Forte

LA DOMANDA
Un avvocato si reca abitualmente a cena fuori, facendosi rilasciare fattura per i pasti consumati.
Spesso invita a cena dei clienti e/o amici: quasi sempre le fatture indicano un numero di pasti di 10-15 persone (corrispondente al numero dei cosiddetti “coperti”), con fattura intestata sempre all’avvocato, che ne paga ovviamente il conto.
Chiedo chiarimenti circa il trattamento fiscale cui assoggettare tali fatture in capo all’avvocato, ritenendo che l’Iva relativa sia completamente detraibile e il costo deducibile nei limiti del 2% del volume dei compensi annui.F. M. - Lerici

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