Imposte indirette

Commercialisti contro l’estensione dello split payment

di Federica Micardi

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La manovra correttiva allo studio preoccupa, e non poco, i commercialisti.
Alcuni dei temi trattati nel testo della manovra di Pasqua, di cui sta girando una bozza in questi giorni, hanno allertato i vertici della categoria: in particolare il Consiglio nazionale, per bocca del suo presidente Massimo Miani, si dice perplesso sulle novità in merito a: split payment, chiusura delle liti pendenti e Ace; la categoria inoltre sottolinea la necessità di un intervento – che ancora latita - sul trattamento delle rimanenze delle imprese minori.


Split payment
La manovra prevede la sua estensione, dal primo maggio, anche ai professionisti. Miani ricorda che: «All'epoca dell'introduzione di tale meccanismo i professionisti furono esclusi dalla sua applicazione, essendo già soggetti a ritenuta all'atto dell'incasso delle fatture. Non vi sono quindi motivi per non confermare detta esclusione anche ora che lo split viene esteso alle operazioni nei confronti delle società pubbliche e delle quotate. Anche il professionista che opera nei confronti di questi ultimi soggetti, infatti, subisce la ritenuta, per cui il mancato incasso dell'Iva finisce per duplicare il prelievo sulla medesima fattura».

Liti pendenti
Un istituto, secondo Miani, discriminatorio. «Se da un lato riconosce il diritto alla definizione anche ai contribuenti che, pur avendo fatto ricorso, non avevano a fine 2016 carichi affidati all'agente della riscossione (o l'affidamento era soltanto parziale), dall'altro rischia di introdurre ingiustificate disparità. Se, come sembra, il costo della definizione è indipendente dall'esito del giudizio eventualmente intervenuto, restando comunque dovuti per intero imposte e interessi di dilazione (con lo sgravio di sanzioni ed interessi moratori), è evidente che risulterebbero penalizzati i contribuenti che hanno ottenuto un giudizio favorevole. In tal modo, si agevolerebbe colui che non ha possibilità di successo in contenzioso e si penalizzerebbe invece il contribuente a cui il giudice ha già riconosciuto le proprie ragioni. Si potrebbe, quindi, riproporre lo stesso meccanismo previsto dalle precedenti versioni dell'istituto, differenziando la misura delle imposte da pagare a seconda dell'esito dell'eventuale giudizio intervenuto».

Ace
In merito all'Ace ciò che ci preoccupa maggiormente Miani, è che il meccanismo agevolativo non diventi troppo complesso, scoraggiandone l'utilizzo. «Oltre alle novità in arrivo con la manovra - suggerisce Miani –occorre al più presto definire l'impatto sulla disciplina Ace delle nuove norme di redazione del bilancio. Sarebbe utile avere quanto prima un quadro più chiaro della situazione che faciliterebbe molto il compito sia alle imprese utilizzatrici che a noi professionisti».

Rimanenze imprese minori
Le imprese in contabilità semplificata devono passare al regime per cassa, ma il nodo rimanenze resta, per ora irrisolto. A questo proposito dai commercialisti arriva un monito: «Rimane purtroppo aperto l’importante tema che riguarda le criticità relative al trattamento delle rimanenze per le imprese in contabilità semplificata. Pur essendo a conoscenza delle intenzioni del Governo di intervenire in tempi brevi, ribadiamo l’estrema urgenza di una soluzione del problema per restituire un quadro di maggiore certezza alle imprese interessate».


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