Persone fisiche

L’errore non corretto dall’Inps sull’assegno all’ex coniuge che ritorna nel 730

di Lorenzo Neri

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Vorrei segnalare una situazione veramente paradossale per quanto riguarda il modello 730/2017 precompilato dalla quale non si sa come uscirne. Sono pensionato Inps, separato legalmente e verso alla mia ex consorte (anche lei pensionata Inps) un assegno di mantenimento, stabilito dal tribunale sulla sentenza di separazione, il cui importo mi viene mensilmente decurtato dall’assegno pensionistico per essere devoluto a favore della signora.

Nel ricevere la mia certificazione unica 2017, ho rilevato che l’importo totale dei vari assegni mensili trattenuti era indicato in modo errato (precisamente in misura inferiore rispetto a quella reale). Analogamente ho saputo che anche sulla certificazione unica della mia ex, quale reddito assimilato, veniva riportata la medesima cifra errata.
Per farla breve, dopo una mezza dozzina di Pec inviate all’agenzia Inps dalla quale dipendo (peraltro mai riscontrate dalla stessa) per segnalare l’errore e richiedere una nuova certificazione unica sia per me che per la mia ex consorte, sono finalmente riuscito a ottenere che venissero emesse le due nuove certificazioni con l’importo esatto dell’assegno di mantenimento sia come onere deducibile per il sottoscritto sia come reddito assimilato per la signora; faccio notare che nella seconda versione della certificazione unica campeggia in calce la seguente dicitura «il presente modello annulla e sostituisce il precedente» e lo dimostra il fatto che se con i rispettivi pin ci si collega alle aree personali Inps sia mia che della signora, al link della certificazione unica 2017 risulta solamente la seconda versione corretta della «Cu» senza alcun cenno a quella precedente errata.

Fino qui tutto sembrerebbe andato liscio però purtroppo nella realtà non è così. Nello scaricare i modelli 730/2017 precompilati risulta la seguente situazione: per quanto riguarda il sottoscritto è stato tenuto conto del nuovo importo dell’assegno di mantenimento mentre, per quanto riguarda il 730 della signora percipiente, l’importo indicato al rigo C6 (assegno del coniuge) appare in bella mostra il vecchio importo errato; in pratica ella si trova con la certificazione unica riportante l’importo dell’assegno di mantenimento maggiore rispetto a quello indicato sul modello 730. Evidentemente l’agenzia Inps che ha effettuato la modifica di quell’importo ed emesso la nuova certificazione non ha provveduto a comunicare la variazione all’agenzia delle Entrate.

Ora, nella liquidazione delle imposte della signora, risultando sul modello 730 un reddito inferiore, si ha ovviamente un minor onere di poco più di 200 euro a favore della dichiarante, d’altra parte l’agenzia delle Entrate, da me interpellata, ha risposto che non è possibile modificare gli importi certificati dal sostituto d’imposta pena la contestazione da parte del fisco a seguito del controllo automatizzato ai sensi dell’articolo 36- bis del Dpr 600/1973 per cui, sembrerebbe, che si debba lasciare invariato l’importo inferiore errato.

Allora mi domando: e se attraverso un controllo incrociato lo stesso fisco dovesse scoprire che il sottoscritto ha indicato quale onere deducibile un importo superiore rispetto a quanto dichiarato come reddito assimilato da parte del percipiente, che succederebbe?

Insomma, grande caos e nessuno che sappia fornire una soluzione adeguata. Proveremo con l’intervento di un Caf incrociando le dita e sperando in bene. Resta l’amaro in bocca per il fatto che l’errore originale è stato commesso senza ombra di dubbio dall’agenzia Inps che ha emesso sia la prima che la seconda versione della certificazione unica la quale agenzia avrebbe dovuto preoccuparsi a porre rimedio ma, al contrario, l’onere di sbrogliare la matassa viene scaricato sul povero pensionato il quale deve correre da un ufficio all’altro per non rischiare che gli venga contestato, magari fra cinque anni, un’evasione di imposta non dovuta né alla sua volontà né a un suo errore o negligenza.


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