Accertamento e contenzioso

Sospensiva con più chance per i contribuenti

di Maria Pia Nastri

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La tutela cautelare nel processo tributario è stata modificata con il Dlgs 156/2015 estendendola a tutti i gradi di giudizio. Prima di tale modifica la sospensione cautelare era prevista solo nell’ambito del primo grado di giudizio e quindi solo per l’atto impugnato e per le sole sanzioni nel giudizio di secondo grado. A seguito dell’interpretazione della giurisprudenza sia della Cassazione, sia della Corte costituzionale, il legislatore è intervenuto uniformando e generalizzando l’applicazione della sospensione garantendo in tal modo una completa ed effettiva tutela del contribuente analogamente a quanto previsto nel processo civile.

Il procedimento cautelare è incidentale, autonomo e distinto dal giudizio di merito sia sotto il profilo formale, sia sostanziale; i presupposti necessari sono: il fumus boni iuris e il periculum in mora. Quanto al primo requisito è ravvisabile nel contenuto del ricorso (in re ipsa) in mancanza si dovrebbe ritenere il ricorso temerario o cautelativo; in merito al periculum in mora si evidenzia che dovrà essere motivato e documentato, non potendo consistere in una mera allegazione o enunciazione di un pregiudizio generico. Il periculum è, infatti, un rischio non tipicizzato che comporta un danno irreparabile, imminente ed attuale. La sussistenza del presupposto va verificata non solo con riferimento al danno patrimoniale, ma anche in relazione alle situazioni soggettive del ricorrente, che possono rimanere pregiudicate dall’esecuzione del provvedimento (ad esempio l’esercizio dell’attività professionale o d’impresa). Occorre ricordare che nonostante i due presupposti debbano coesistere, nell’applicazione pratica trovi attuazione il bilanciamento o la compensazione degli stessi. La necessità di prevedere una tutela del contribuente più ampia nasce dall’introduzione dell’esecutività delle sentenze tributarie. Nell’applicazione concreta il contribuente dispone, quindi, di una doppia tutela e può proporre un’istanza cautelare contenente sia la sospensione della sentenza, sia la sospensione dell’atto impugnato. Si prospettano, tuttavia, dei problemi nell’individuazione della legittimazione attiva e dei presupposti oggettivi. È prevista la condanna alle spese spesso però rinviate dal giudice alla sentenza definitiva. Anche sulla commisurazione degli interessi sono emersi dei contrasti.

La giurisprudenza di merito sta avanzando l’interpretazione favorevole alla mera applicazione degli interessi legali. In una prospettiva comparatistica considerato che in altri sistemi in Europa, in particolare in Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia, sebbene siano comuni i caratteri di immediata efficacia del provvedimento e provvisorietà del giudizio cautelare, la tutela presenta differenti caratteristiche: l’istanza di sospensione non solo spesso precede l’instaurazione del giudizio, ma pone particolare attenzione sia alla tutela del contribuente, che a quella del credito erariale. Al di là degli interessi delle parti occorre quindi un’ attenta riflessione in merito alla necessità di preservare l’effettività della tutela giurisdizionale, anche a scapito del credito erariale.


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